Coordinate per orientarsi
Il progetto indaga il patrimonio culturale immateriale italiano attraverso pratiche di ricerca, mappature e digitalizzazioni, esplorando come saperi, rituali, linguaggi e forme di espressione collettiva possano essere preservati, strutturati e resi accessibili nel tempo mediante strumenti e approcci digitali.
Il lavoro nasce da una collaborazione strutturata tra università e istituzioni culturali e si sviluppa nell’arco di tre anni di ricerca, coinvolgendo sette gruppi di studio impegnati nella raccolta, analisi e restituzione di un ampio patrimonio di dati, fonti e pratiche culturali distribuite sul territorio nazionale.
La piattaforma orizzontale nasce come spazio di sintesi e analisi, concepito per raccogliere in una narrazione corale i diversi progetti di ricerca e osservarli dal punto di vista dei processi, rendendo leggibili le modalità attraverso cui gli obiettivi di CHANGES sono stati perseguiti.
In questa prospettiva, la piattaforma si articola in tre sezioni principali:
- un’analisi dei processi di ricerca, scomposta secondo le diverse fasi del lavoro. A partire dall’esigenza di leggere in modo comparabile i processi di ricerca, è stata avviata una collaborazione tra TRAMA e lo Spoke 2, che ha messo a disposizione un framework per la progettazione e la valutazione di iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale attraverso il digitale, consentendo un’analisi strutturata dei progetti e la co-progettazione della piattaforma insieme ai gruppi di ricerca;
- una sezione dedicata alle mappature interattive, riunite in un’unica cartografia che restituisce la complessità e la distribuzione territoriale del patrimonio culturale immateriale su scala nazionale;
- una sezione tematica basata su un thesaurus condiviso, attualmente in fase di definizione, che mette in relazione i progetti attraverso parole chiave comuni.
Il progetto affronta il patrimonio documentario della censura cinematografica italiana come fonte primaria per lo studio delle trasformazioni sociali e culturali. La digitalizzazione dei fascicoli conservati presso gli archivi ministeriali di Roma consente l’accesso a un corpus finora parzialmente consultabile. Attraverso la strutturazione dei dati e l’uso di parole chiave, il progetto permette analisi trasversali sul rapporto tra cinema, istituzioni, pratiche sociali e mutamenti dei valori collettivi.
Il progetto valorizza il patrimonio culturale immateriale legato alla gastronomia italiana attraverso la collaborazione con Treccani e l’analisi delle annate storiche della rivista La Cucina Italiana. Le pratiche culinarie vengono indagate come fenomeni culturali e sociali, mettendo in relazione ricette, tecniche, ingredienti e contesti storici. La sistematizzazione delle fonti restituisce una biblioteca digitale che rende il cibo leggibile come espressione identitaria e memoria collettiva.
Il progetto documenta pratiche musicali e performative di carattere comunitario nell’area milanese e romana, considerate come patrimonio culturale immateriale non istituzionalizzato. Attraverso la collaborazione diretta con le comunità locali, eventi folkloristici e rituali vengono registrati, metadatati e restituiti in forma immersiva. La mappatura interattiva consente di analizzare il rapporto tra suono, spazio urbano e temporalità, preservando pratiche effimere senza separarle dal loro contesto sociale.
Il progetto analizza il patrimonio culturale immateriale costituito dalla microvariazione morfosintattica dei dialetti italiani e romanci, documentando pratiche linguistiche storicamente e territorialmente situate. La digitalizzazione del corpus Manzini-Savoia, articolata in dati strutturati e georeferenziati, restituisce una risorsa scientifica interoperabile. La collaborazione con il progetto cinema, attraverso la mappatura dei dialetti nei luoghi filmici, estende l’analisi al rapporto tra lingua, rappresentazione e memoria culturale.
Il progetto di design interpreta il patrimonio culturale immateriale come esito di pratiche progettuali diffuse, assumendo la mappatura come strumento critico e narrativo. «A tutte le ore» indaga i luoghi di socialità milanesi come ecosistemi creativi informali attraverso le memorie orali dei protagonisti del design e delle arti del Novecento. «Moda: Archivi e Musei» costruisce una mappa nazionale partecipata del sistema moda, in dialogo con istituzioni culturali, valorizzando la moda come patrimonio condiviso. «Design Comunicazione Imprese» analizza la ritualità e i valori d’impresa trasmessi attraverso gli archivi di comunicazione, traducendola in un framework operativo per la conservazione e la fruizione.
Il progetto «MAPSEM» indaga il patrimonio musicale d’uso diffuso in Italia tra primo Novecento e anni Cinquanta, tradizionalmente marginalizzato dalla storiografia. Attraverso la digitalizzazione e la mappatura di edizioni a stampa, il progetto ricostruisce reti produttive e pratiche performative. La digitalizzazione della Biblioteca Cinema Ricordi ha inoltre portato allo sviluppo di un player avanzato dedicato all’ascolto, integrando accesso sonoro, metadatazione e ricerca comparativa.
Il progetto affronta il patrimonio culturale immateriale delle arti dello spettacolo attraverso cinque ambiti di ricerca dedicati a professioni, archivi, pratiche produttive, scenografie e sistemi cooperativi. Sviluppato in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Confcooperative, Coopculture e Culturmedia/Legacoop, il progetto conta cinque unità di ricerca: «Mappa degli Archivi del Teatro», «Teatri in forma cooperativa», «Scenografe», «Fondo Luciana Novaro» e «Scuole, professioni, spettacolo». Insieme esse compongono un paesaggio multisfaccettato e una mappatura estesa su tutto il territorio che restituisce un ecosistema complesso delle arti performative teatrali.